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Briciole di pane del Web

Archive for the ‘Web 2.0’ Category

Il panorama dei Social Media

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Mi sono innamorata dell’immagine del mio precedente articolo Il Web di oggi: tutto è social! Vorrei tradurre questa immagine dal linguaggio iconico, per di più in inglese, al semplice linguaggio testuale e cercare di aggregare (stupenda parola chiave del Web 2.0) gli strumenti, gli applicativi, i tool, le piattaforme così cari al Web di oggi.
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Il Web di oggi: tutto è social!

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Fonte: http://willscullypower.files.wordpress.com/2009/01/social-media-landscape.jpg

Social Network, Social Media, Social Media Marketing, Social Bookmarking, Social Advertising, Social Aggregator, Social game, social tagging, e ancora… No, non si tratta dell’elenco della spesa, ma delle keyword portanti del Web di oggi. Tutto è social, tutto è sociale, comunitario, partecipativo. Read the rest of this entry »

I vizi di Internet

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Si dice che Internet crei dipendenza: può darsi, abbiamo anche letto di cliniche che aiutano per la disintossicazione da questo medium. Sicuramente i social media creano dipendenza e ci rubano del tempo prezioso. Io sui social media ci vivo abbastanza: Facebook, Twitter, Friendfeed, Wikio, Diggita, Gmail, ma abbiamo anche YouTube, Vimeo, Tumblr, Myspace, Flickr, e altri ancora. Read the rest of this entry »

C’è davvero crisi in Wikipedia?

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Ieri, 23 novembre, giorno in cui faccio la mia prima lezione all’università, dimostro ai ragazzi come Wikipedia possa essere considerata effettivamente un KMS (Knowledge Management System = Sistema per la gestione della conoscenza) e insieme discutiamo l’importanza dell’utente prosumatore del Web 2.0. L’utente attivo nel Web 2.0 viene chiamato Prosumatore (produttore + consumatore di contenuti). Ho sottolineato il fatto che la potenza del Web 2.0 risiede negli user-generated content, in contenuti generati bottom-up dagli utenti e di come i prosumatori abbiano riempito le piattaforme – nate originariamente vuote – del Web 2.0, ad esempio Youtube, Facebook e Wikipedia. Concludo la lezione dicendo che contribuire attivamente alla costruzione della conoscenza collettiva nel mondo digitale migliora noi stessi!
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I social network non creano contenuto, ma cenere!

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Faccio riferimento a un’interessantissima discussione aperta da Fabio su webmarketingforum.
Fabio scrive: “Il forum prima di facebook permetteva limitate operazione di social network le quali però tenendo in quel sito l’utente lo stimolava a creare contenuto di qualità come per esempio recensioni, commenti, proposte di idee.”

Il forum aggrega utenti con interessi comuni, li spinge a socializzare e creare contenuti, più o meno di qualità. I social network,  come li intendiamo noi oggi, aggregano (connettono) gli utenti, i quali socializzano e poi stop! Prendiamo ad esempio Facebook: è stato pensato e realizzato per mettere in contatto le persone; se si fosse fermato a questo punto, sarebbe durato ben poco, e invece si scopre che la gente ci passa ore e ore.
A fare cosa?

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La teoria dei sei gradi di separazione ai tempi di Facebook

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ShakingHandsLa “Six degrees of separation” è una teoria oggi molto conosciuta, proposta nel 1929 dallo scrittore ungherese Frigyes Karinthy nel suo racconto “Catene”, contenuto nella raccolta “Tutto è diverso”. Secondo la teoria dei sei gradi di separazione, prese due persone a caso nel mondo, queste si conoscerebbero attraverso non più di 5 passaggi intermedia di conoscenze.
Come possono conoscersi A e G? A è amico di B, che lavora con C, che è fratello di D, che è sposata con E, che ha fatto il militare con F, che è amico di G. Semplice no?
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