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Briciole di pane del Web

Posts Tagged ‘Social Network’

Lasciarsi ai tempi di Facebook

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“L’amore è eterno finché dura” diceva Verdone nel suo omonimo film del 2004. Nella vita reale è difficile gestire una relazione che finisce e tuttavia il problema si ripresenta ampliato sulla bacheca di Facebook.
Quali reazioni scatena una frase del genere?

“Pinco Pallino è ora single”

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Facebook: essere amici del capo. Sì o no?

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Parliamo sempre di lui: Facebook. Vi propongo il dilemma del nuovo secolo: vi giunge la richiesta di amicizia del capo (o se siete il capo, la richiesta di amicizia di un vostro dipendente). Come vi comportate?
a – Lo accetto immediatamente. Non ho nulla da nascondere, né tantomeno mi capita di parlare male del mio lavoro o del mio capo sulla mia bacheca personale (lo faccio solo di persona, eheh!)
b – Lo tengo sospeso. Prima o poi si dimenticherà che mi ha mandato l’amicizia.
c – Rifiuto. Meglio tenere separate la vita personale e la carriera lavorativa.

Provate a dare una risposta dopo aver letto questa ’simpatica’ discussione! (N.d.R la traduzione in fondo all’articolo)


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Social games nei Social Networks

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I social games sono giochi online che si sviluppano sulle piattaforme dei Social Network. Se non voi direttamente, sicuramente qualcuno dei vostri contatti di Facebook giocherà a Farmville, o Pet Society, o Restaurant City, ecc.

Questi giochi prendono spunto dai cosiddetti ‘browser games’; di questi ero assidua giocatrice di OGame (accumulare risorse per battaglie intergalattiche) e di Travian (accumulare risorse per far la guerra), fin quando ho deciso di ‘uscire dal tunnel’, sì, perché questi giochini sono un po’ ‘addictive’, cioè creano dipendenza.

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I vizi di Internet

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Si dice che Internet crei dipendenza: può darsi, abbiamo anche letto di cliniche che aiutano per la disintossicazione da questo medium. Sicuramente i social media creano dipendenza e ci rubano del tempo prezioso. Io sui social media ci vivo abbastanza: Facebook, Twitter, Friendfeed, Wikio, Diggita, Gmail, ma abbiamo anche YouTube, Vimeo, Tumblr, Myspace, Flickr, e altri ancora. Read the rest of this entry »

Il futuro del SEO è il Social

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C’è ancora qualcuno che pensa che la vita di un articolo pubblicato in un blog finisca nel momento della sua pubblicazione?

Quando pubblico un articolo nel mio piccolo blog, soprattutto se penso che sia di qualità, lo segnalo ai siti di social bookmarking [per social bookmarking si intende una piattaforma in cui gli utenti segnalano risorse interessanti del Web, suddivise per categorie e taggate] e può darsi che qualcun altro, nel proprio blog, citi il mio articolo. Più persone citano l’articolo, più sale la popolarità o reputazione del mio blog. Si tratta di una duplice popolarità: la popolarità in numero di utenti che visitano il mio blog, e la popolarità secondo i motori di ricerca, i quali assegnano un punteggio – un valore al sito (Google assegna un valore denominato PageRank). Read the rest of this entry »

La teoria dei sei gradi di separazione ai tempi di Facebook

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ShakingHandsLa “Six degrees of separation” è una teoria oggi molto conosciuta, proposta nel 1929 dallo scrittore ungherese Frigyes Karinthy nel suo racconto “Catene”, contenuto nella raccolta “Tutto è diverso”. Secondo la teoria dei sei gradi di separazione, prese due persone a caso nel mondo, queste si conoscerebbero attraverso non più di 5 passaggi intermedia di conoscenze.
Come possono conoscersi A e G? A è amico di B, che lavora con C, che è fratello di D, che è sposata con E, che ha fatto il militare con F, che è amico di G. Semplice no?
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Social Money – Social Network e modelli di business

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Facebook, Linkedin, Flickr, Anobii, Twitter, QQ (il più popolare in Cina), MySpace (ormai considerato out), ecc. e senza contare gli aggregatori (es. Friendfeed)! Ma quanti ce ne sono? Tanti, forse troppi! Qual è il problema? Nessuno, tanto per noi – gli utenti – sono gratuiti. Il problema riguarda però chi li implementa: i social network prevedono un importante investimento tecnologico. La spesa c’è, ed è consistente. E il guadagno? Senza ombra di dubbio, oggigiorno, per creare una grande community, si devono offrire servizi gratuiti (si parla infatti si modello freemium), e successivamente si può pensare di introdurre un modello premium (chi vuole servizi aggiuntivi paga) o puntare sui banner pubblicitari.

La rilevanza economica dei social network sarà il tema chiave dell’evento Social Money , in programma a Milano, Palazzo Turati, il 20 ottobre 2009. La conferenza è gratutita, previa registrazione sul sito.
In agenda interventi interessanti:
“I social network da fenomeno sociale a fenomeno economico” Luca Conti, Giornalista, Sole 24 Ore, Autore di “Fare business con Facebook”;
“Privacy e Reputation Capital del social network” Massimo Melica, Avvocato, Studio Melica – Scandelin&Partners;
“Promuovere il proprio sito con i Profili Pubblici di Facebook” Daniele Ghidoli, Autore, BigThink;
“L’economia di Twitter: pubblicità micropagamenti e altro ancora” Simone Tornabene, Web Strategist & Blog Network Specialist, BlogDo.net e Webstrategist.it.

La conferenza si terrà a Palazzo Turati (Milano), dalle 14.30 alle 17.30. Tre ore per affrontare tematiche interessantissime. Spero che questa conferenza concentrata diventi un incubatore di tante nuove idee per l’innovazione del Web!

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