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Briciole di pane del Web

Posts Tagged ‘Web 3.0’

Web 3.0: il web semantico diventa un gioco!

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Tutti sanno che il Web 2.0 è stato un cambiamento di tipo ’social’, inteso come cambiamento della modalità di utilizzo del Web (ricordiamoci a questo proposito che l’utente del Web 2.0 è un utente prosumatore).
Si dice che il Web 3.0 sarà un cambiamento sul piano tecnologico (gestione della conoscenza tramite ontologie, linguaggi semantici, xml, owl, e chi più ne ha più ne metta!).
Il boom del Web 2.0 è legato alla grande potenzialità ‘bottom-up’ della massa: molti utenti generano molti contenuti. Al contrario, il Web 3.0 prevederà un approccio di tipo ‘top-down’: poche persone competenti (ingegneri, linguisti, ecc.) creeranno delle “strutture” (le ontologie) che saranno in grado di rendere comprensibili le informazioni ai computer (o meglio ai motori di ricerca).

Si tratterà di un lavoro immenso. Come faranno poche persone a riscrivere il Web? Come sarà possibile sfruttare la grande potenza – in qualità di tempo impiegato, intelligenza, potenza di calcolo – della massa? In che modo i prosumatori di oggi miglioreranno il Web di domani?

Ebbene il modo c’è, l’han trovato! Ed è pure sottoforma di gioco e per coloro che sono costanti, si può pure guadagnare! Read the rest of this entry »

Evoluzione del SEO verso il Web 3.0

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Oggi ci troviamo in una situazione in cui il SEO e la semantica sono due discipline lontane anni luce l’una dall’altra. Seppur differiscono come ambiti – informatica/marketing per il seo e linguistica per la semantica – il loro destino è quello di incontrarsi e imparare a convivere.

Fare del SEO oggi significa utilizzare dei trucchetti (più o meno leciti), che sfruttino una serie di parametri statistici per lo più automatici/meccanici (keyword, scambio link, ecc.) che rendano il nostro sito Google-friendly, che portino traffico e che si traducano in termini di guadagno (Adsense o e-commerce o servizi). That’s all! Read the rest of this entry »

Crossmedialità – il futuro dei media

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Avete mai sentito parlare di crossmedialità? No, non è una brutta parola; questa settimana ne parla pure Nòva (inserto de Il Sole24Ore del giovedì). Col termine “crossmedialità” definiamo la convergenza digitale dei media di comunicazione (tv, carta stampata, radio, telefono).  Tutti questi mezzi di comunicazione convergono nel digitale, grazie a Internet.

In una non-difficile previsione del futuro, si sostiene che TV, telefono e PC convergeranno, avvolti dalla “nuvola”. Cosa è questa nuvola? Ovviamente il sistema Internet (la parte fisica della Rete) + il World Wide Web (la Rete dei contenuti).

La metafora della nuvola è molto chiara: si tratta di un qualcosa che è dappertutto, che ci circonda, ma che è invisibile. Un po’ come l’aria! Nel futuro prossimo, Internet sarà indispensabile, come la corrente elettrica. Si può vivere benissimo senza elettricità, ma visto che l’hanno inventata, usufruiamone! Il concetto della nuvola viene annoverato tra le keyword del Web 3.0: l’ubiquità della rete.

Un interessante intervista proposta da RaiNews24 con Andrea Soldani, regista televisivo.

Web 3.0: dalla linguistica alla semantica

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Un paio di giorni fa ho sentito al TG che alcune parole della lingua italiana stanno cadendo in disuso, e tra queste parole anche “semantica”. Come? Semantica in disuso? Il termine semantica viene oggi abusato nel mondo del Web con il tanto dibattuto Web Semantico, il Web del futuro che ci è stato predetto ieri.

Facciamo un po’ di chiarezza. La semantica è un ramo della linguistica che studia il significato delle parole, degli insiemi di parole, delle frasi e dei testi. A monte ci sta la linguistica, una disciplica che studia la lingua e il linguaggio. La linguistica generale viene suddivisa in:

  • fonologia (si occupa dei suoni – fonemi – della lingua);
  • morfologia (si occupa della struttura grammaticale delle parole, classificandole in nome, pronome, verbo, aggettivo,ecc.);
  • sintassi (si occupa delle regole che stabiliscono la posizione delle parole all’interno della frase);
  • semantica (si occupa del significato);
  • pragmatica (la lingua come azione, cioè come il contesto agisce sull’interpretazione);
  • lessicologia (si occupa del lessico, es. stesura di vocabolari).

Quando vogliamo comunicare con qualcuno usiamo la sintassi (per costruire un frase) e la semantica (per dare senso). Allo stesso modo i computer comunicano tra di loro: usano una sintassi particolare (linguaggio html) per mostrarci i dati. Fino a ora non siamo stati in grado di insegnare ai computer a comprendere il significato dei dati che si scambiano. Grazie ai motori di ricerca, quasi tutti i documenti nel Web sono reperibili e visualizzabili tramite i browser, ma il loro significato è ancora ignoto al computer. Il Web Semantico sarà il “Web of things” e, con il “Web delle cose” intendiamo persone, idee, concetti, luoghi, musica, film e come essi si relazionano l’un con l’altro.

Web 3.0: cosa ne sarà del dopo Web 2.0

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Un interessatissimo intervento di Kevin Kelly, “Web & Where 2.0+“, presentato da Northern California Grantmakers & The William and Flora Hewlett Foundation, in data 14 febbraio 2008. È un’interessante panoramica di cosa sarà il Web del futuro in relazione con l’assai discusso Web 2.0.

Il video è molto interessante. Il fatto che sia in lingua inglese o molto lungo (42′) potrebbe scoraggiarvi? Vi propongo una libera traduzione in italiano delle parti più significative.

“Grazie. È un onore essere qui. Inizio ora il mio intervento che vertirà sul prossimo Web (‘the next Web’). Voglio iniziare ricordando a tutti che il Web attuale ha meno di 5.000 giorni di vita [in data febbraio 2008, NdT]. Ogni cosa che noi oggi diamo per scontata, per esempio le immagini satellitari della terra [es. Google Eart, NdT], il vostro albero genealogico, i brevetti, il numero di telefono di qualsiasi persona [PagineBianche, NdT], qualsiasi cosa che sia i vendita [eBay, NdT], il meteo sempre e ovunque, tutti i vostri amici, le quotazioni in borsa in tempo reale, tutti i quotidiani, i risultati sportivi in tempo reale, annunci di vendita, cartine geografiche, tutti i film, tutte le leggi, … tutte queste cose sono successe (nel Web, NdT) in meno di 5.000 giorni.
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La conoscenza ai tempi del Web n.0 – parte I

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Leggo su Nòva n.191 di Giovedì 1 Ottobre: “Le soluzioni per migliorare la ricerca online sono il Graal dell’epoca della conoscenza”, e ancora “le parole chiave non bastano più per capire i contenuti e cogliere relazioni”. Un bel numero che tratta di Web, di semantica, e di interazione uomo-macchina che diventa sempre più uomo e sempre meno macchina!

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